La mozzarella di bufala
La preparazione della cagliata
Per prima cosa si prepara la "cagliata" utilizzando il latte di
bufala e la "cizza" che è il siero con la coltura batterica che viene salvato dalla preparazione del giorno prima
(siero d'innesto),
e il caglio naturale prodotto dal budello del vitello.
Acidificazione
Questa
fase della lavorazione è quella che influisce maggiormente sulla
consistenza del prodotto finito e sulla resa di lavorazione. Il
casaro controlla la maturazione attraverso due procedure: il
controllo dell'acidità che deve arrivare a ph 9.5, e provando a
filare il prodotto, prima aggiungendo acqua cala a 96° e
poi aiutandosi con un bastoncino. Quando il prodotto è pronto per la
lavorazione si passa alla fase successiva.
.

Filatura
A questo punto la cagliata che è diventata un
blocco solido viene liberato dalla cizza, una parte della quale
viene messa da parte per la succesiva lavorazione, viene
frantumata e messa in un catino con l'aggiunta di acqua a 96°.
L'acqua a questa temperatura provoca un cambiamento nella
cagliata rendendola filante.

Il mastro casaro con l'aiuto di un bastone e
una paletta fa filare la massa della cagliata e
contemporaneamente la libera dalla cizza rimanente.

Formatura
La formatura della mozzarella viene effettuata con la mozzatura
manuale, oppure con l'ausilio di macchine che ne facilitano il
compito. Il prodotto appena formato viene lasciato cadere
direttamente in vasche contenenti acqua fredda.

Alcune forme particolari vengono ottenute solamente a mano,
come la tradizionale treccia che si ottiene intrecciando abilmente tre segmenti allungati di pasta filata
fino ad ottenere la forma finale.

Salatura
La salatura viene realizzata generalmente immergendo la
mozzarella di bufala in soluzioni saline a diversa
concentrazione.
Durante la permanenza della mozzarella di bufala in salamoia,
il sale penetra in essa per diffusione.
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